Il Cappotto

2 Foto incorniciata dal testo1995 – 1996 Chiaravalle AN
Il teatro delle possibili possibilità

Il Cappotto di V.N.Gogol’

“Nel dipartimento di… ma è meglio non specificare in quale dipartimento. Non c’è niente di più irritabile di ogni sorta di dipartimenti, reggimenti, cancellerie e, in una parola, di ogni sorta di ordine burocratico1”.

Pubblicato nel 1842 “Il Cappotto” di Gogol’ rappresenta ancora oggi un testo contemporaneo: eterno.
La burocrazia che presiede ogni nostro momento quotidiano distrugge ogni altro istante, ogni giorno, della nostra ragione. Nel momento in cui la burocrazia entra in azione le situazioni grottesche si moltiplicano tra i vivi, fino a che gli stessi vivi sopravvissuti, sfiniti dalla non logica, cadono malati, vittime del non senso.
Per certi versi una malattia, quella burocratica, che si sviluppa a doppio senso: tra chi la produce e chi la fruisce. Il nostro Akakij Akakievic (impiegato in un dipartimento) è vittima di un sistema burocratico che dà la precedenza alla procedura, prima ancora che al dramma di chi, derubato della materia e dello spirito, si rivolge all’istituzione per chiedere aiuto. Dopo essere stato derubato del proprio cappotto, Akakij cerca disperatamente di denunciare il fatto alla polizia. “Ma lei conosce l’ordine gerarchico? Dove vi credete di essere? Non sapete come si conducono faccende del genere? A proposito di questo, avreste dovuto prima presentare una supplica alla cancelleria; quella sarebbe stata poi passata al capo sezione, al responsabile della divisione, in seguito sarebbe stata data al segretario, e il segretario l’avrebbe fatta poi pervenire a me”. Questa la risposta di un burocrate alla timida richiesta di aiuto di Akaij Akakievic: “Ecco … Vede io… Qualcuno mi ha… Sì, rubato il cappotto nuovo…”.
Già! Perché il problema non è solo l’ordine gerarchico, ma anche e soprattutto l’intimidazione delle istituzioni costituita dal titolo (il ruolo), dall’ambiente (l’imponenza dei palazzi e degli uffici) e dall’immagine, dietro la quale si nasconde il peggio di ogni essere umano.

 1Testo tratto dall’introduzione del “Narratore” allo spettacolo “Il Cappotto” di V. N. Gogol’.

CET Centro di Educazione Teatrale
Anno accademico 1995 – 1996, Direzione artistica Mario Gallo

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